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ARBITRO BANCARIO E FINANZIARIO
RECLAMI
 
 
Statuto
 
TITOLO 1 COSTITUZIONE
ART. 1 Denominazione
1. E’ costituita una società in forma di società Cooperativa, ed assume la denominazione “i FIDI” che sarà di seguito indicata con il termine Confidi. Il Confidi è costituito ed opera ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 112 del Testo Unico Bancario, nella versione aggiornata al decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72. Il Confidi, nell’ambito delle proprie attività, intende orientare la gestione sociale al conseguimento dei parametri di scambio mutualistico prevalente ai sensi dell’articolo 2512 del codice civile. Al Confidi si applicano, in quanto compatibili, le norme previste dal Codice Civile in materia di società per azioni.
ART. 2 Sede
1. La sede del Confidi è stabilita in Milano. E’ facoltà del Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 2365, 2° comma, del codice civile, istituire o sopprimere unità locali, sedi secondarie, succursali, filiali, anche in altri comuni, in Italia e all’Estero, trasferire la sede sociale nel territorio Nazionale e adeguare lo statuto a future disposizioni normative.
ART. 3 Durata
1. La durata del Confidi è fissata fino al 31/12/2050.
Tale termine potrà essere prorogato una o più volte con delibera dell’Assemblea Straordinaria dei Soci.

TITOLO II OGGETTO E SCOPO
ART. 4 Oggetto e scopo
1. Il Confidi ha per oggetto, in via esclusiva, l'attività di garanzia collettiva dei fidi e i servizi a essa connessi o strumentali nel rispetto delle riserve di attività previste dalla legge e delle disposizioni di cui all'art. 5 del D.M. 2 aprile 2015 n.53.
2. Più in particolare, attraverso l’utilizzazione di risorse provenienti dai soci, dagli enti sostenitori e da terzi, nei limiti previsti dalla legge e dal presente statuto, presta in via mutualistica ed imprenditoriale garanzie, cogaranzie e controgaranzie volte a favorire il finanziamento dei soci, da parte delle Banche e degli altri soggetti operanti nel settore finanziario ed effettua inoltre tutti i servizi connessi e/o strumentali a questa attività. Per servizi connessi si intendono quei servizi che consentono di sviluppare l'attività di garanzia collettiva dei fidi, sono svolti in via accessoria a quest'ultima e hanno finalità coerenti con essa, tra i quali:
a) i servizi di consulenza in materia di finanza d'impresa nei confronti esclusivamente dei propri soci, a condizione che sia strettamente finalizzata al rilascio della garanzia mutualistica propria o di terzi;
b) le attività previste all'articolo 12, comma 1,
lettera c), del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
3. Il Confidi può partecipare a fondi di garanzia, anche interconsortili, a gruppi cooperativi paritetici e ad altre imprese purché non risulti sostanzialmente modificato il presente oggetto sociale.
4. Il Confidi potrà compiere tutte le operazioni di natura commerciale, mobiliare, immobiliare e finanziaria accessorie e funzionali esclusivamente alla realizzazione dei propri scopi sociali; esso potrà altresì assumere partecipazioni esclusivamente in altri confidi o banche di garanzia collettiva fidi ovvero in altri intermediari finanziari che in base a specifici accordi rilascino garanzie ai propri soci nonché in società costituite per la prestazione di servizi strumentali.

TITOLO III SOCI
ART. 5 Requisiti e numero dei soci
Il numero di Soci é illimitato ma non potrà essere inferiore ai limiti minimi stabiliti dalla legge.
2. Possono essere ammessi a far parte del Confidi:
a) le micro, piccole e medie imprese industriali, commerciali, turistiche e di servizi, artigiane e agricole, come definite dalla disciplina comunitaria, anche costituite in forme associate e consortili;
b) i Confidi;
Possono, altresì, essere ammessi a socio le imprese di maggiori dimensioni, rientranti nei limiti dimensionali determinati dall’Unione Europea ai fini degli interventi agevolati della Banca Europea degli Investimenti a favore delle piccole e medie imprese, purché complessivamente non rappresentino più di un sesto della totalità delle imprese socie.
3. Il domicilio dei soci, per quanto concerne i loro rapporti con il Confidi , è quello risultante dal Libro dei Soci.
4. Qualsiasi modificazione o variazione della sede, della forma giuridica, della persona indicata rappresentante il socio in seno alla Società, o comunque dei requisiti richiesti nei commi precedenti, deve essere comunicata con raccomandata al Consiglio di Amministrazione del Confidi.
5. Possono restare associati, ai sensi e con i limiti di cui all’art. 13, Comma 54, della Legge Confidi, gli Enti Pubblici e privati, iscritti al Libro Soci del Confidi alla data del 02 ottobre 2003, ma non possono fruire dell’attività sociale.
6. Gli Enti pubblici e privati e le imprese di maggiori dimensioni possono sostenere l’attività del Confidi, con le modalità e nei limiti previsti dall’art. 13 comma 10 del DL 269/2003.

ART. 6 Ammissione a socio
1. La domanda di ammissione, da presentare con richiesta scritta da parte degli interessati, corredata dalle informazioni e dichiarazioni dovute ai sensi del presente statuto o richieste dal Confidi ai sensi dei regolamenti interni di cui all’art. 29 del presente Statuto, è valutata dal Consiglio di Amministrazione in base ai requisiti richiesti dalla legge e dal presente Statuto. La deliberazione di ammissione deve essere comunicata al richiedente ed annotata nel Libro dei Soci.
2. Nel caso di rigetto della domanda, il Consiglio di Amministrazione è tenuto, entro 60 (sessanta) giorni, a motivarne le cause e a comunicarlo agli interessati.
3. Avverso il mancato accoglimento della domanda, il richiedente può, entro 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione del diniego, chiedere che sull’ammissione si pronunci l’Assemblea secondo quanto previsto dall’art. 2528 comma 4 del Codice civile. La nuova impresa socia dovrà:
- sottoscrivere e versare le quote sociali secondo quanto deliberato in proposito dal Consiglio di Amministrazione;
- versare l’eventuale contributo di ammissione, nella misura determinata dal Consiglio di Amministrazione.

ART. 7 Diritti e Obblighi dei soci
1. I soci hanno diritto di:
a) Partecipare alle deliberazioni dell’Assemblea ed alle elezioni delle cariche sociali; b) Usufruire dei servizi e dei vantaggi offerti dal Confidi nei modi e nei limiti fissati dai regolamenti e dalle deliberazioni degli Organi sociali;
c) Prendere visione del bilancio annuale e delle relative relazioni nelle sedi del Confidi, durante i 15 gg. che precedono l’assemblea, e presentare agli Organi Sociali eventuali osservazioni od appunti che si riferiscono alla gestione sociale;
d) Esaminare il libro soci ed il libro dei verbali delle assemblee e, quando almeno un ventesimo del numero complessivo dei soci lo richiedano, esaminare il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione. Fermo restando gli altri obblighi nascenti dalla legge e dallo Statuto, i soci hanno l’obbligo di:
a) Concorrere alla formazione del capitale sociale con la sottoscrizione ed il versamento delle quote sociali stabilite dal Consiglio di Amministrazione sia in sede di iscrizione che in sede di fruizione dei servizi richiesti;
b) Osservare i regolamenti e le deliberazioni degli Organi Sociali;
c) Versare commissioni, spese di istruttoria, ed altri eventuali compensi relativamente ai servizi ricevuti;
d) Versare ogni altro importo a vario titolo dovuto al Confidi nella misura e secondo le modalità che verranno stabilite dal Consiglio di Amministrazione.

ART. 8 Perdita della qualità di socio
1. La perdita della qualità di socio può avvenire per recesso, esclusione e causa di morte se imprese in forma individuale; per recesso, esclusione e scioglimento quando si tratta di imprese costituite in forma societaria. La perdita della qualità di socio è annotata a cura del Consiglio di Amministrazione nel libro soci.

ART. 9 Recesso
1. Ferme le disposizioni inderogabili di legge, è ammesso il recesso del socio nelle ipotesi in cui, a condizione che lo stesso non abbia favorevolmente concorso alle relative deliberazioni, egli non condivida le decisioni prese nelle competenti sedi, che comportino:
a) modificazioni sostanziali e significative dell’oggetto sociale;
b) la trasformazione della società;
c) il trasferimento della sede sociale all’estero;
d) la revoca dell’eventuale stato di liquidazione;
e) l’eliminazione delle previsioni attinenti le cause del recesso;
f) la modifica dei criteri di determinazione del valore della partecipazione in caso di recesso;
g) le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione;
h) la proroga del termine.
2. La dichiarazione di recesso deve essere comunicata con lettera raccomandata al Confidi ed è esaminata dal Consiglio di Amministrazione nel termine di 60 (sessanta) giorni dal ricevimento.
3. Qualora il Consiglio di Amministrazione non ravvisi la sussistenza dei presupposti per l’esercizio del recesso, deve darne pronta comunicazione al socio il quale, entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della relativa comunicazione, è legittimato a proporre opposizione avanti il Tribunale territorialmente competente.
4. Il recesso, qualora non intervenga una delibera di diniego da parte del Consiglio di Amministrazione, ha effetto, sia per quanto riguarda il rapporto sociale che il rapporto mutualistico, dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda, fermo in ogni caso quanto previsto dagli articoli 12 e 13 del presente statuto.
5. Sulla richiesta di recesso del socio il Consiglio di Amministrazione può deliberarne il recesso a condizione che:
- l’azienda abbia definitivamente estinto tutte le obbligazioni garantite dal Confidi;
- sia salvaguardata la stabilità patrimoniale.

ART. 10 Esclusione del socio
1. L’esclusione è deliberata dal Consiglio di Amministrazione qualora il socio:
a) perda i requisiti previsti per la partecipazione al Confidi;
b) abbia compiuto atti costituenti grave inosservanza degli obblighi contratti nei confronti del Confidi ovvero delle disposizioni del presente statuto, dei regolamenti o delle deliberazioni degli organi sociali;
c) non abbia provveduto al pagamento di tutto o di parte delle quote sottoscritte, dell'eventuale sovrapprezzo o di altre somme a qualsiasi titolo dovute al Confidi, nonostante la previa intimazione del Confidi;
d) sia stato dichiarato fallito o sottoposto ad altre procedure concorsuali.
e) non possa più partecipare al perseguimento dell’oggetto sociale, anche per via della cessazione dell’attività o della messa in liquidazione.
2. La deliberazione di esclusione è comunicata al socio dal Consiglio di Amministrazione ed è efficace dalla ricezione della comunicazione da parte di quest’ultimo. Contro la deliberazione di esclusione il socio può proporre opposizione innanzi al tribunale, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione.
3. Nell’ipotesi in cui il socio non abbia informato tempestivamente il Confidi della perdita dei requisiti di ammissione il Confidi può procedere alla sua esclusione, con decorrenza dalla data della perdita dei requisiti, quando ne viene autonomamente a conoscenza, salvo il diritto di Confidi di ottenere dal socio il risarcimento di ogni danno che da tale inadempienza sia ad esso derivato.

ART. 11 Morte del socio
1. In caso di morte del socio, gli eredi sprovvisti dei requisiti per l’ammissione al Confidi, hanno diritto alla liquidazione ed al pagamento della quota secondo quanto previsto nel presente statuto.
2. Gli eredi del socio deceduto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione del capitale di spettanza, atto notorio od altra idonea documentazione dalla quale risultino gli aventi diritto.

ART. 12 Liquidazione della quota
1. Nel caso di recesso o esclusione al socio viene rimborsato il valore nominale delle quote possedute, escluso quello derivante da attribuzioni gratuite di capitale, ridotto in proporzione alle perdite imputabili al capitale, sulla base del bilancio dell’esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente al socio uscente.
2. Il pagamento al socio uscente deve essere effettuato entro centottanta giorni dall’approvazione del bilancio dell’esercizio in cui si sono verificati il recesso o l’esclusione del socio.
3. Il Consiglio di Amministrazione deve rimandare i pagamenti predetti alla fine dell’esercizio successivo quando questi comportino una diminuzione complessiva del patrimonio sociale superiore al 20% rispetto alla consistenza dell’esercizio precedente.
4. Non sarà eseguito alcun rimborso fino a quando il socio non abbia adempiuto agli impegni nei confronti del Confidi e i terzi non abbiano liberato lo stesso dalle obbligazioni contratte e dalle garanzie concesse nell’interesse del socio.
5. Il diritto al pagamento degli importi non riscossi entro il quinquennio successivo alla data della loro esigibilità si intenderà prescritto a favore del Confidi.

ART. 13 Responsabilità del socio uscente
1. Il socio che cessa di far parte del Confidi, ed eventualmente i suoi eredi, rispondono verso questi per il pagamento dei conferimenti non versati per un anno dal giorno in cui la morte, l’esclusione o il recesso si è verificato. 2. Qualora il socio morto, receduto o escluso abbia assunto nei confronti o nell’interesse del Confidi obbligazioni i cui effetti si producono anche successivamente alla morte, al recesso o all’esclusione, queste dovranno comunque essere regolarmente adempiute, eventualmente anche dai suoi eredi.

TITOLO IV PATRIMONIO
ART. 14
1. Il patrimonio del Confidi è formato:
a) dal capitale sociale;
b) dalla riserva legale ordinaria;
c) da ogni altra riserva o fondo avente destinazione generica o specifica.

ART 15 Capitale sociale
1. Il capitale sociale è variabile, ma non inferiore ai limiti di legge, ed è costituito da un numero illimitato di quote sociali del valore nominale di Euro 5,16.
2. La quota di partecipazione di ciascun socio non può essere superiore al 20% del capitale sociale.
3. Le quote sociali sono nominative e indivisibili e non possono essere cedute, anche parzialmente, a terzi, né sottoposte a pegno o ad altri vincoli di qualsiasi genere e specie, senza l’autorizzazione specifica del Consiglio di Amministrazione.
4. E’ esclusa al Confidi la possibilità di emettere, utilizzando il capitale sociale, strumenti finanziari partecipativi.

TITOLO V ESERCIZIO SOCIALE BILANCIO
ART. 16 Esercizio Sociale
1. L’esercizio sociale decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

ART. 17 Bilancio
1. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio di Amministrazione procede alla redazione del bilancio e della relazione sull’andamento della gestione sociale in conformità alle previsioni di legge.
2. Ai sensi dell’art. 2364 del codice civile il bilancio deve essere presentato all’Assemblea da convocarsi entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Qualora particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto del Confidi lo richiedano, il bilancio potrà essere presentato entro e non oltre 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.
3. L’eventuale utile risultante dal Bilancio sarà destinato come segue:
a) a riserva legale, in misura non inferiore al 30% (trenta per cento);
b) alle altre riserve come deliberato dall’Assemblea dei soci su proposta del Consiglio di Amministrazione.
4. E’ fatto divieto di ripartizione delle riserve e degli utili sotto qualsiasi forma, anche durante la fase della liquidazione.

TITOLO VI ORGANI SOCIALI
ART 18 Organi Sociali
1. Gli organi del Confidi sono:
- l’Assemblea dei Soci;
- il Consiglio di Amministrazione;
- il Collegio Sindacale.

ART. 19 Assemblea dei Soci - Convocazione e funzioni
1. Le assemblee sono Ordinarie o Straordinarie possono essere tenute anche in un comune diverso da quello in cui si trova la sede sociale del Confidi, purché in Italia.
2. Le assemblee vengono convocate dal Consiglio di Amministrazione. La loro convocazione avviene mediante avviso, contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data e l’ora di prima e seconda convocazione (la quale deve essere fissata almeno 24 ore dopo la prima) da affiggersi in modo visibile nella sede sociale e da pubblicare sul sito del Confidi almeno 15 (quindici) giorni prima di quello fissato per la prima convocazione.
3. L’assemblea Ordinaria è convocata almeno una volta all’anno, entro il termine previsto per la presentazione del Bilancio e quante altre volte il Consiglio di Amministrazione lo creda necessario o quando ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione della materia da trattare, da almeno un decimo dei soci, e la convocazione deve aver luogo entro 30 (trenta) giorni dalla data di ricevimento, da parte del Consiglio di Amministrazione, della richiesta.
4. L’assemblea Straordinaria è convocata nei casi previsti dalla legge e dal presente Statuto.
5. Spetta all’Assemblea Ordinaria:
a) approvare il bilancio;
b) procedere alla nomina e alla revoca delle cariche sociali di propria spettanza;
c) deliberare sulle responsabilità degli Amministratori e dei Sindaci;
d) determinare la misura dei compensi, indennità, o gettoni da corrispondere agli amministratori e ai componenti degli organi delegati se istituiti nonché ai Sindaci.
e) approvare i regolamenti interni nelle modalità previste dall’art. 2521 del Codice Civile;
f) trattare tutti gli argomenti di sua competenza per Statuto e per norma di legge.
6) Spetta all’Assemblea Straordinaria:
a) deliberare sulle modifiche dello statuto, sulla proroga della durata, sullo scioglimento anticipato del Confidi osservando le norme di cui al successivo art. 22.
b) deliberare sulla nomina e sui poteri dei liquidatori;
c) deliberare su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza.

ART. 20 Assemblea dei soci - Costituzione e quorum deliberativi
1. In prima convocazione l’assemblea, sia Ordinaria che Straordinaria, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati almeno la metà più uno dei soci aventi diritto al voto.
2. In seconda convocazione l’Assemblea, sia Ordinaria che Straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto.
3. L’assemblea delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti dei presenti e dei rappresentati su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno.

ART. 21 Assemblea sei Soci - Diritto di voto e presidenza
1. All’Assemblea generale partecipano i delegati eletti dalle Assemblee separate ai sensi dell’art. 22 del presente statuto.
2. All’Assemblea generale possono assistere anche i soci che abbiano preso parte alle Assemblee separate. Non spetta loro diritto di intervento e di voto.
3. Le votazioni hanno luogo a voto palese per alzata di mano od altra forma equivalente.
4. Hanno diritto di voto nell’Assemblea i soci che risultino iscritti a Libro soci da almeno 90 giorni.
5. Ogni socio ha diritto ad un solo voto qualunque sia il numero delle quote possedute.
6. Il socio può farsi rappresentare nell’Assemblea da un altro socio che abbia diritto al voto, mediante delega scritta.
7. Ogni socio non può rappresentare più di cinque soci con delega separata per ognuno di essi.
8. L’Assemblea, tanto in sede Ordinaria che Straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione o dal Vice Presidente o dal consigliere delegato dal Consiglio o, in mancanza, da altro soggetto eletto dall’Assemblea stessa. L’Assemblea nomina inoltre il Segretario e, quando occorrono, due scrutatori.
9. Le deliberazioni devono risultare dal verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Il verbale dell’Assemblea Straordinaria deve essere redatto da un Notaio.

ART. 22 Assemblee Separate
1. Ai sensi dell’articolo 2540 del codice civile, l’Assemblea generale è preceduta dalle Assemblee separate nelle provincie in cui sia stata istituita una sezione dei soci.
2. Per tali convocazioni dovranno essere osservate le seguenti formalità:
a) Le assemblee separate devono essere convocate con il medesimo avviso dell’assemblea generale;
b) Le date di convocazione delle assemblee separate potranno essere contemporanee, ma comunque la data dell’ultima deve precedere di almeno tre giorni quella fissata per la convocazione dell’Assemblea generale;
c) Anche per le assemblee separate dovrà essere indicata la data della prima e/o della seconda convocazione che dovrà essere di almeno 24 ore successiva a quella della prima;
d) Nell’avviso dovrà essere chiaramente indicato che le assemblee separate sono convocate per discutere in merito al medesimo ordine del giorno dell’assemblea generale e per l’elezione dei propri delegati a questa assemblea;
3. Per la partecipazione dei soci alle assemblee separate, per la costituzione e per la validità delle medesime e per le votazioni si applicano, in quanto compatibili, i precedenti articoli del presente statuto.
4. Ogni socio ha diritto di partecipare all’assemblea separata della provincia in cui ha sede o di farsi rappresentare da altro socio della stessa sezione provinciale. I soci con sede in provincie ove non vi siano almeno 500 soci partecipano all’assemblea della filiale territoriale ove sia stato in origine erogato il servizio.
5. L’assemblea separata è presieduta da un componente il Consiglio di Amministrazione espresso dal territorio ovvero da un suo delegato.
6. Ogni assemblea separata elegge a maggioranza un numero di delegati proporzionale alla consistenza dei soci iscritti nella sezione provinciale del libro dei soci in ragione di un delegato ogni cinquecento soci o frazione superiore a duecentocinquanta. In base al numero dei delegati spettanti deve essere garantita la rappresentanza proporzionale delle minoranze espresse nell’assemblea separata.
7. L’assemblea separata ha il potere di precisare ai propri delegati le questioni da prospettare all’assemblea generale sulle materie poste all’ordine del giorno.
8. L’assemblea separata si avvale di un segretario di propria nomina per la redazione del processo verbale.
9. Le delibere delle Assemblee separate non possono essere autonomamente impugnate. Per l’impugnazione delle Assemblee generali si applica il comma 5 dell’articolo 2540 del Codice Civile.

ART. 23 Consiglio di Amministrazione
1. L’Amministrazione del Confidi è affidata ad un Consiglio composto da un numero di membri di nomina Assembleare non inferiore a cinque e non superiore a nove, secondo la determinazione dell’Assemblea in sede di nomina.
2. La maggioranza degli Amministratori deve essere riservata ai soci e ai rappresentanti di persone giuridiche socie.
3. Il Consiglio di Amministrazione dura in carica 3 (tre) esercizi, scade alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della sua carica ed i suoi componenti sono rieleggibili.
4. Non possono far parte del Consiglio di Amministrazione parenti o affini, fino al terzo grado incluso, di altro Consigliere.

ART. 24 Funzionamento del Consiglio di Amministrazione
1. Il Consiglio d’Amministrazione è convocato dal Presidente o da chi lo sostituisce, quando ritenga vi sia materia su cui deliberare ovvero quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei Consiglieri o dal Collegio Sindacale.
2. La Convocazione del Consiglio è fatta con comunicazione scritta, indicante gli argomenti all’ordine del giorno da spedirsi, con qualsiasi mezzo, non meno di cinque giorni prima dell’adunanza. In caso di urgenza il termine di convocazione può essere ridotto a 24 (ventiquattro) ore.
3. Le adunanze sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli amministratori in carica. Le adunanze sono altresì valide, anche in mancanza della previa comunicazione, quando è presente l’intero Consiglio di Amministrazione e l’intero Collegio Sindacale.
4. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente o in caso di suo impedimento di chi lo sostituisce. Le votazioni sono assunte con metodo palese.
5. Le riunioni del Consiglio di Amministrazione si possono inoltre svolgere in più luoghi audio o video collegati e ciò alle seguenti condizioni di cui si darà atto nel relativo verbale:
a) che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il Segretario della riunione che provvederanno alla redazione del verbale, dovendosi ritenere svolta la riunione in detto luogo; b) che sia consentito al Presidente della riunione (disponendo degli strumenti e dei mezzi di volta in volta ritenuti più opportuni) di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione;
c) che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione;
d) che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea degli argomenti posti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.
6. Le decisioni del Consiglio di Amministrazione, nei casi consentiti dalla legge e/o tutte le volte che il Presidente lo ritenga opportuno, possono essere adottate mediante consultazione scritta. La consultazione scritta avviene su iniziativa del Presidente del Consiglio e consiste in una proposta di delibera che deve essere inviata a tutti i Consiglieri e al Collegio Sindacale con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la prova dell'avvenuto ricevimento, fatto pervenire al domicilio risultante dai libri sociali. Dalla proposta deve risultare con chiarezza l'esatto testo della delibera da adottare. I Consiglieri hanno due giorni per trasmettere presso la sede sociale la risposta, che deve essere messa in calce al documento ricevuto, salvo che la proposta indichi un termine maggiore. La risposta deve contenere un'approvazione, un diniego o un'astensione espressa. La mancanza di risposta dell'Amministratore entro il termine suddetto viene considerata come astensione. Negli stessi termini previsti per i Consiglieri, i Sindaci sono tenuti a comunicare al Presidente eventuali osservazioni e pareri, che devono, a cura del Presidente stesso, essere prontamente comunicati a tutti i Consiglieri. Spetta al Presidente del Consiglio raccogliere le consultazioni ricevute e comunicarne i risultati a tutti gli Amministratori ed ai Sindaci indicando:
- i Consiglieri favorevoli, contrari e astenuti;
- eventuali osservazioni o dichiarazioni relative all'argomento oggetto della consultazione, se richiesto dagli stessi Consiglieri.

ART. 25 Compiti, Attribuzioni del Consiglio di Amministrazione
1. Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione del Confidi e può quindi compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano riservate per Legge o per Statuto all’Assemblea dei soci.
2. Spetta, pertanto, fra l’altro, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, al Consiglio d’Amministrazione:
a) nominare tra i suoi componenti il Presidente e il vice Presidente;
b) delegare proprie attribuzioni ad uno o più dei suoi componenti.
c) Nominare il Comitato Fidi determinandone la composizione e le funzioni;
d) Determinare il sistema interno delle deleghe ed i criteri di attribuzione delle autonomie nelle funzioni delegate.
e) Convocare le Assemblee ed eseguirne le deliberazioni;
f) redigere il progetto di bilancio da sottoporre all’approvazione dell’assemblea;
g) redigere i regolamenti interni da sottoporre all’approvazione dell’assemblea;
h) deliberare la stipula di tutti gli atti, convenzioni e contratti di ogni genere inerenti l’attività sociale, nonché l'acquisto e l'alienazione di quote, titoli azionari, obbligazioni e beni o diritti mobiliari o immobiliari;
i) conferire procure speciali per determinati atti o per categorie di atti singoli a consiglieri o dipendenti del Confidi; nonché nominare un Direttore determinandone le funzioni;
j) assumere il personale del Confidi fissando le mansioni e le retribuzioni, nonché licenziare lo stesso;
k) deliberare circa l’ammissione, il recesso e l’esclusione dei soci e circa la fornitura delle garanzie ai soci;
l) compiere tutti gli atti e le operazioni utili e necessari per il conseguimento degli scopi sociali.
3. Al Consiglio di Amministrazione è riservata la competenza esclusiva ad effettuare, con deliberazione assunta nelle forma di cui all’articolo 2365, 2° comma Codice Civile, il mero adeguamento formale dello Statuto a future disposizioni normative.

ART. 26 Rappresentanza e firma sociale
1. La rappresentanza del Confidi di fronte ai terzi ed in giudizio spetta al Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in caso di sua assenza od impedimento, al VicePresidente o al Consigliere più anziano, e se nominati agli Amministratori delegati nei limiti della delega.
2. La sottoscrizione del Presidente o di chi ne fa le veci, apposta sotto la ragione sociale, impegna il Confidi di fronte a terzi senza bisogno di formalità ulteriori.

ART. 27 Amministratori delegati
1. In relazione alle necessità derivanti dall’esecuzione dei lavori sociali in genere, il Consiglio di Amministrazione potrà delegare proprie attribuzioni ad uno o più consiglieri.
2. Il Consiglio di Amministrazione determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega nel rispetto dell’art. 2381 del c.c.; può sempre impartire direttive agli organi delegati e avocare a sé operazioni rientranti nella delega. Sulla base delle informazioni ricevute valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile del Confidi; quando elaborati, esamina i piani strategici, industriali e finanziari del Confidi; valuta, sulla base della relazione degli organi delegati, il generale andamento della gestione.
3. Gli organi delegati curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa e riferiscono al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, almeno ogni centoottanta giorni, sul generale andamento della gestione e sulla prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dal Confidi e dalle sue eventuali controllate.

ART. 28 Collegio Sindacale e Controllo Legale dei Conti
1. Il Collegio Sindacale si compone di tre Sindaci effettivi e di due supplenti, eletti dall’Assemblea che ne nomina il Presidente, scelti tra i soggetti di cui all’art. 2397 del Codice Civile.
2. I sindaci restano in carica tre esercizi e sono rieleggibili.
3. Il Collegio Sindacale del Confidi, vigila sull’osservanza della legge e del presente Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dal Confidi e sul suo concreto funzionamento ai sensi degli artt. 2403 e 2409/ter Codice Civile.
4. Ai sensi dell’art. 2409 – bis e 2409 septies del codice civile la revisione legale dei conti sulla società potrà essere affidata al Collegio Sindacale ovvero a un revisore contabile o ad una società di revisione, iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia. La nomina e la determinazione del compenso del soggetto deputato al controllo legale dei conti spettano all’Assemblea.
5. I sindaci devono assistere alle adunanze del Consiglio di Amministrazione e alle Assemblee. Essi possono operare anche individualmente e deliberare a maggioranza di voti. I loro accertamenti e rilievi devono essere trascritti nell'apposito libro.
6. Nella relazione al bilancio il Collegio Sindacale deve indicare quanto richiesto dall'art. 2545 del codice civile in ordine al carattere mutualistico del "Confidi".

ART. 29 Regolamenti
1. Per meglio disciplinare il funzionamento interno, e soprattutto per disciplinare i rapporti tra il Confidi e i soci, determinando criteri e regole inerenti lo svolgimento dell’attività sociale, il Consiglio di amministrazione potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli successivamente all’approvazione dell’assemblea.

ART. 30 Enti Sostenitori
1. Gli Enti pubblici e privati di cui all’art. 13, comma 10, della Legge 24 Novembre 2003 n° 326, possono sostenere l’attività del Confidi attraverso contributi e garanzie non finalizzate a singole operazioni
2. I rappresentanti degli enti pubblici e privati di cui al precedente capoverso possono partecipare alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

TITOLO VII SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
ART. 31 Scioglimento
1. L’assemblea che dichiara lo scioglimento del Confidi, deve provvedere alla nomina del liquidatore o dei liquidatori stabilendone i poteri.
2. In caso di scioglimento del Confidi, l’intero Patrimonio sociale risultante disponibile al termine della liquidazione, dopo il pagamento di tutte le passività e previa deduzione del Capitale versato, dovrà essere devoluto ai fondi di garanzia di cui all’art. 13, comma 19, della legge n. 326 del 24/11/2003, al Fondo di Garanzia Interconsortile al quale il Confidi aderisce o, in mancanza, secondo la diversa destinazione ivi prevista.

TITOLO VIII DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI
ART. 32 Norme di rinvio
1. Per quanto non previsto dal presente statuto valgono le vigenti norme di legge ed, in particolare, quelle sulle società cooperative, sui confidi (art. 13 legge 326/2003) e sugli intermediari finanziari (in particolare il decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72 ).
 
 
 
 
 
             
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